Misura rivolta alle imprese siciliane che combinava due strumenti: un finanziamento a tasso zero e una quota a fondo perduto, per un beneficio complessivo fino a 25.000 euro.
Perché la formula mista è più efficace
Il fondo perduto puro copre una percentuale della spesa e lascia scoperto il resto. Il finanziamento a tasso zero copre tutto ma va restituito. Unendoli, l'impresa ottiene la disponibilità immediata dell'intero importo e ne restituisce solo una parte, senza interessi.
Sul piano finanziario è la struttura più conveniente fra quelle disponibili: nessun costo del denaro sulla quota da rimborsare, e una parte che non torna indietro.
A chi si rivolgeva
- micro e piccole imprese con sede operativa in Sicilia
- nuove iniziative imprenditoriali e attività già avviate
- comparto agricolo, fra i destinatari indicati dalla misura
Cosa veniva finanziato
Investimenti produttivi in senso ampio: macchinari e attrezzature, adeguamento dei locali, scorte e materie prime, spese di avvio, servizi di consulenza collegati al progetto. Il taglio da 25.000 euro identifica una misura pensata per la microimpresa e per chi avvia un'attività, non per progetti industriali.
La formula è ancora in uso
Il modello fondo perduto più tasso zero è oggi la struttura portante di diverse misure nazionali sull'autoimpiego e l'imprenditoria giovanile, oltre che di linee regionali siciliane. Cambiano importi e requisiti, la logica resta.
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