Misura nazionale del 2021 che riconosceva alle piccole e medie imprese un contributo a fondo perduto pari al 40% delle spese sostenute per progetti di transizione digitale.
Cosa si intende per transizione digitale
Non è un sinonimo di "farsi il sito". La transizione digitale riguarda il modo in cui l'impresa produce, vende e si organizza: sistemi gestionali che parlano fra loro, macchinari connessi che generano dati, processi che smettono di passare dalla carta, competenze interne aggiornate.
È la stessa logica che sta dietro al Piano Transizione 4.0 e alle misure europee del PNRR: l'incentivo pubblico non premia l'acquisto in sé, premia il salto organizzativo che quell'acquisto rende possibile.
A chi si rivolgeva
Piccole e medie imprese secondo la definizione europea, attive e in regola con gli obblighi contributivi e fiscali. Il settore industriale era il destinatario naturale, ma misure di questo tipo si aprono spesso anche a servizi e commercio.
Voci di spesa tipiche
- software gestionali, ERP, CRM e sistemi di controllo di produzione
- hardware e macchinari connessi
- servizi cloud e infrastrutture digitali
- cybersecurity
- formazione del personale sulle nuove tecnologie
- consulenze tecniche legate al progetto
Dove si trova oggi lo stesso incentivo
La transizione digitale è una delle direttrici su cui il finanziamento pubblico continua a insistere con maggiore continuità, fra credito d'imposta nazionale, misure PNRR e bandi regionali. Per le imprese siciliane si aggiungono le linee FESR, che su questo tema arrivano a percentuali superiori a quelle nazionali.
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