Misura nazionale a sostegno dell'internazionalizzazione, con un contributo a fondo perduto fino al 70% delle spese per i progetti di valorizzazione dei marchi italiani sui mercati esteri.
Che cosa finanzia davvero
Non l'export in sé, ma la costruzione della struttura che lo rende possibile: registrare e tutelare il marchio all'estero, presidiare le fiere internazionali, adattare comunicazione e materiali ai mercati di destinazione, dotarsi delle competenze per gestire clienti fuori dai confini nazionali.
Sono spese che una PMI raramente affronta con risorse proprie, perché il ritorno non è immediato. Un contributo al 70% cambia il calcolo di convenienza.
A chi si rivolgeva
- PMI titolari di un marchio registrato
- imprese del made in Italy con prodotto esportabile
- reti d'impresa e consorzi export, nelle edizioni che li prevedono
Spese tipicamente ammesse
- registrazione ed estensione internazionale del marchio
- tutela legale contro contraffazione e usurpazione
- partecipazione a fiere ed eventi internazionali
- consulenze specialistiche su mercati e canali distributivi
- materiali promozionali e comunicazione per l'estero
L'internazionalizzazione resta una priorità
Fra i bandi Marchi+ e Brevetti+, gli strumenti SIMEST e ICE e le linee regionali siciliane sulla promozione all'estero, il sostegno pubblico all'export è uno dei più continui nel tempo. Per le imprese agroalimentari e artigianali siciliane, in particolare, esistono canali dedicati.
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